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Ospedale Covid19, Battistini (IIC): «Fuori tempo massimo, almeno secondo la frenesia del “Liberi tutti” di Toti»

Era il 19 marzo scorso quando, in piena emergenza, scrissi una lettera indirizzata al Presidente Toti, all’Assessore Viale e ai Commissari straordinari di A.Li.Sa. e ASL5. In quel testo nessuna critica ma un’offerta di collaborazione per superare, assieme, l’ora più buia per la nostra regione e per il nostro Paese.

Nella lettera, infatti, era contenuta la mia proposta sull’assetto ospedaliero della provincia spezzina. Suggerivo e chiedevo fosse istituito un presidio dedicato alla diagnosi, alla terapia e alla cura del COVID19. L’idea era quella di dividere i percorsi di accesso e presa in carico in base alla positività o meno del paziente. Nel progetto che delineavo il Sant’Andrea della Spezia sarebbe dovuto rimanere totalmente pulito e dedicato all’emergenza/urgenza.

Non dimentichiamoci che reparti estremamente delicati come la neonatologia, la pediatria ma anche l’oncologia o la traumatologia e la medicina d’urgenza si trovano nel capoluogo.

Il San Bartolomeo di Sarzana, invece, sarebbe dovuto diventare un COVID Center. La sua vocazione principale, quella della chirurgia programmata, a causa del nuovo Coronavirus era venuta temporaneamente meno, inoltre li era presente un reparto fondamentale per la lotta a questa nuova pandemia: la pneumologia. La struttura, poi, è moderna, pulita, spaziosa, studiata dal progettista per garantire al malato il massimo comfort anche nel caso di degenze lunghe. Inoltre il San Bartolomeo, a differenza del vetusto Sant’Andrea, è un monoblocco modulare che si presta benissimo a essere organizzato e, nel caso, isolato completamente ala per ala e addirittura reparto per reparto.

Quella lettera, purtroppo, come molte altre non è stata neppure presa in considerazione. Cestinata.

La proposta non è stata né accolta né ascoltata e ASL5 ha continuato a mescolare positivi e negativi assieme mettendosi nella condizione di diventare essa stessa una potenziale fonte di contagio.

Oggi, a emergenza conclusa, e a distanza di quasi tre mesi A.Li.Sa. rivaluta la mia proposta e chiede venga individuato nell’Ospedale di Sarzana il COVID Center per la provincia spezzina.

Viene da dire: quando i buoi sono scappati dalla stalla!

È chiaro come l’intervento sia fatto per tamponare un errore che purtroppo ormai, a causa dell’enorme ritardo, non può più essere corretto.

Almeno per chi, nei mesi passati, ha dovuto affrontare un ricovero ma anche per tutto quel personale sanitario e sociosanitario che ha subito, in un momento estremamente delicato, la disorganizzazione dirigenziale della sanità spezzina e ligure.

Ora spero venga valutata anche la mia proposta di organizzazione territoriale con squadre domiciliari attrezzate con ecografi portatili per la diagnosi tempestiva di polmonite interstiziale bilaterale e dunque il trattamento immediato del COVID19.

Queste direttive fuori tempo massimo fanno male perché avremmo potuto fare molto di più e molto di meglio se solo ci fosse stata la volontà, da parte della Giunta regionale, di ascoltare abbandonando almeno per qualche settimana la contrapposizione di parte.

Francesco Battistini
Consigliere regionale
Italia in comune /Linea Condivisa

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