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Vertenza OSS, la proposta di due ex Consiglieri regionali per mettere d’accordo tutti

In questi anni ci siamo sempre battuti per tutelare i 158 OSS di Coopservice che prestano servizio nelle strutture di ASL5. L’obiettivo per noi era, e rimane, quello di salvaguardare tutti i posti di lavoro. Non uno di meno.

A questo punto: o lo scopo lo raggiungiamo con la totale internalizzazione di questi operatori, ma per far ciò è mancata la volontà politica di chi governa, oppure è necessario un cambio radicale di rotta procedendo verso una nuova gara d’appalto che preveda la clausola di salvaguardia sociale.

La verità è amara: attualmente il concorso non garantisce alcuna continuità occupazionale. Anzi con i criteri formulati da A.Li.Sa. il rischio di lasciare in mezzo a una strada molti di questi lavoratori è estremamente concreto e alto.

Vogliamo evitare quello che per la nostra provincia, già in difficoltà in termini di disoccupazione, sarebbe un vero e proprio dramma. È per questo che a settembre avevamo, comunque, lanciato l’ipotesi di continuare, almeno in parte, con l’attuale regime.


A nostro avviso ci sarebbero le condizioni, a questo punto, per procedere redigendo un piano di internalizzazione del comparto OSS che sia graduale e spalmato a tappe su più anni.
La proposta è quella di bloccare tutto e formulare una nuova gara d’appalto attraverso un bando che abbia caratteristiche differenti rispetto a quello oggi in proroga. Questo, infatti, è vecchio di 19 anni e non è più compatibile con le norme attuali che vietano l’intermediazione e la commistione di manodopera. Questo garantirebbe tutti gli attuali 158 lavoratori.

Dalla turnazione dei reparti è evidente, però, che anche gli OSS siano sotto organico. Il numero attuale di operatori non è sufficiente a coprire tutte le esigenze assistenziali della nostra ASL. È innegabile e ad ammetterlo è Toti stesso.
Attraverso il Piano Sanitario presentato lo scorso anno, seppur con numeri inadeguati, viene infatti indicato un fabbisogno per 30 nuove unità.
Si proceda quindi con un concorso per i nuovi posti di lavoro, dando anche seguito alla mobilità regionale ed extra regionale. Si assumano subito, attraverso una selezione pubblica, le unità immediatamente necessarie e poi si formuli una graduatoria per coprire, di volta in volta, i pensionamenti o le carenze che nei prossimi anni verranno a crearsi sull’intero comparto.

Ciò consentirebbe progressivamente di diminuire, in maniera naturale, la quota di OSS esterni e di aumentare, di volta in volta, quella alle dirette dipendenze di ASL5 raggiungendo una soluzione complessiva della vertenza e senza creare nuovi disoccupati.

Gli OSS e le loro famiglie hanno bisogno di una soluzione finalmente definitiva. Procedere nel modo che abbiamo indicato servirebbe a far tirare un sospiro di sollievo a queste persone e puntare ad un concorso che finalmente crei posti di lavoro e non punti a sostituire quelli già in essere.


Francesco Battistini e Juri Michelucci

ex Consiglieri Regionali della Liguria

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