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Contagi al San Bartolomeo

“Vogliamo chiarezza sul cluster al San Bartolomeo di Sarzana. Asl dica come ha intenzione di intervenire!”. Questa è la richiesta che faccio assieme ai Consiglieri Comunali di Sarzana: Paolo Mione e Fioretta Mazzanti, e quelli della Spezia: Lorenzo Forcieri e Massimo Baldino.

È già un problema se in un ospedale che dovrebbe essere pulito si prende il Coronavirus, figuriamoci se il contagio avviene in un Covid Center come il San Bartolomeo di Sarzana. Invece è proprio così.
Un’ondata di contagi che ha investito, in queste ore, il personale sanitario del centro deputato ad accogliere e curare i pazienti positivi della provincia.

In quelle corsie si dovrebbe entrare solo con indosso tutti i dispositivi di protezione individuale previsti. La sicurezza, dunque, per chi vi opera anche se non può essere definita totale, perché in nessuna pratica umana esiste il rischio zero, dovrebbe avvicinarsi comunque al 100%. Ciò vale a dire che se fossimo in presenza di un solo operatore positivo potremmo inserire il caso nella quota dei rischi residui. 12 infermieri, 3 medici e 3 Oss sono invece numeri troppo grandi. 

Ora è necessario capire quali siano le cause di questo cluster per mettere in campo tutte le misure necessarie affinché venga stroncata la trasmissione del virus tra i sanitari e affinché un simile episodio non si ripeta.

Che cosa non ha funzionato nei protocolli di sicurezza?

La prima cosa da fare, a nostro avviso, è rendere effettivo il presidio Covid19. Ad oggi, discorsi a parte, l’ospedale di Sarzana continua ad essere misto. Gli operatori, quindi, passano continuamente da aree pulite a zone infette e per questo sono costretti, più volte per turno, alle procedure di vestizione e svestizione. Questo aumenta i rischi di trasmissione e affatica ulteriormente il personale.


Perciò: quanto è alto lo stress di chi opera all’interno del San Bartolomeo di Sarzana?

I medici, gli infermieri e gli Oss in servizio sono, nel numero, sufficienti a garantire la corretta assistenza ai pazienti e, al contempo, la loro sicurezza?

Le risposte a queste ultime domande, purtroppo retoriche per la grave carenza di personale che interessa da anni ASL5, sono fondamentali. Serve mettere in campo un adeguato turn-over e bisogna ricorrere a maggiori assunzioni. Più alto è lo stress di chi lavora in un ambiente ad elevato rischio e maggiore è la probabilità di errore.

I nostri medici, infermieri e Oss stanno facendo il possibile e in molti casi anche l’impossibile. Al solito è l’organizzazione ad essere carente.

Capire, dunque, come la direzione di ASL5 vuole intervenire, al di la delle chiacchiere, per proteggere il suo patrimonio più prezioso, gli operatori sanitari, è fondamentale. Per questo crediamo che la politica debba intervenire nelle sedi istituzionali opportune e per questo chiederemo conto della situazione e avanzeremo le nostre proposte.

Vogliamo garantire la piena efficienza e sicurezza per il nostro sistema sanitario pubblico.

Qui l’articolo che ci ha dedicato Città della Spezia.

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