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Contagi al Sant’Andrea

Se vogliamo uscire dall’emergenza sanitaria è vitale spezzare la catena del contagio nei nostri ospedali.

Il cluster del Sant’Andrea preoccupa e bisogna intervenire.
Non è possibile che in un ospedale dichiarato COVID free, cioè “pulito”, si riscontrino quotidianamente casi di pazienti entrati negativi e positivizzati in corso di ricovero.
Ogni giorno si assiste a trasferimenti di pazienti dal Sant’Andrea, dove erano ricoverati per interventi o patologie non afferenti al COVID19, verso Sarzana proprio perché divenuti positivi. Al San Bartolomeo il tasso di occupazione dei posti letto rimane, così, costantemente alto come del resto risulta elevato il numero dei decessi.
Urge una soluzione.
Alla Spezia è necessario allestire un’area “buffer”. Oggi esiste, purtroppo, solo sulla carta ma la realtà dei fatti parla tutt’altra lingua e lo dimostrano i casi di contagio interno. È necessario, dunque, predisporre dei posti letto dedicati ai pazienti in ingresso dove possano essere tenuti in una sorta di quarantena e controllati attraverso le procedure screening previste. Ciò deve avvenire prima che vengano trasferiti in reparto.
È inoltre indispensabile che gli accessi per gli esterni (amici e parenti, per intenderci) vengano interdetti ovunque. È una misura spiacevole e sicuramente impopolare ma, in questo momento, fondamentale.
La proposta che noi facciamo prevede, inoltre: la sanificazione accurata di tutti i locali e delle condotte di aerazione; un’attività di screening sul personale che non può più avvenire solo in caso di contatto ma che deve essere periodica e programmata.


A tal proposito invieremo una lettera al neo Direttore Generale di ASL5, il dottor Paolo Cavagnaro, e procederemo con una proposta politica da discutere in Consiglio comunale alla Spezia.

Qui l’articolo riportato da Città della Spezia.

Una proposta formulata assieme all’amico Massimo Baldino Caratozzolo, Consigliere Comunale della Spezia – Gruppo Misto di Minoranza

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