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27 Gennaio 1945: l’Armata Rossa entrava ad Auschwitz e rivelava l’orrore dello sterminio al mondo intero.

Quando, con la Regione Liguria, accompagnai i ragazzi delle scuole superiori ad Auschwitz, nel 2018, le guide ci dissero: “domani, al campo, vestitevi molto pesanti. Se potete mettete sotto i pantaloni delle calze a maglia termiche”.

Le misi. Era febbraio e il termometro in Polonia era molti gradi sotto lo zero. Arrivati ad Oswiecim (Auschwitz in polacco) c’era un vento tagliente e la neve era diventata una lastra di ghiaccio, dura!In mezzo a quella desolazione, in un paesaggio che pareva tratto da un girone infernale, tra quelle costruzioni, quei ruderi, quel filo spinato, le torrette di guardia, i binari e i carri bestiame il gelo mi penetrava dentro le ossa rapido, costante. Si infilava da ogni pertugio! Pensai: maglia, maglione, indumenti termici, piumino, guanti, berretto, sciarpa e sto morendo di freddo! I bimbi, gli anziani, gli uomini, le donne che arrivavano qui erano spogliati di tutto. In mezzo alla neve erano tenuti nudi per ore prima di essere spediti chi alle docce, gelate, chi nelle camere a gas.

Chi entrava nel campo, dopo esser stato schedato e marchiato, riceveva degli stracci a righe: una roba che somigliava a un pigiama sporco, sgualcito, logoro. Ai piedi qualcosa che somigliava soltanto lontanamente a una scarpa.

Erano tutte cose che i morti passavano ai vivi caricandosi, di volta in volta, della disperazione di chi le aveva indossate prima. Quegli abiti erano tutto quello che separava il loro corpo da quel freddo disumano.”Ma come facevano a resistere. Io sto tremando e non sono mai stato così coperto!”La guida mi si avvicinò e mi portò verso dei grandi pannelli dove c’erano centinaia di migliaia di nomi. Accanto ad ogni nome una data di arrivo nel campo e una di morte.“Vede, chi arrivava qui in inverno forse era più fortunato…”.

La sopravvivenza media di chi arrivava ad Auschwitz a dicembre, gennaio, febbraio era davvero di poche settimane. La fame, le percosse, i soprusi ma soprattutto il freddo uccidevano con rapidità.

Andare in visita ad Auschwitz è un’esperienza che tutti dovremmo fare almeno una volta nella vita.

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