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La Ligura non emana il piano vaccinale anti-Covid. Il commento di Battistini e di alcuni consiglieri del territorio spezzino.

Incredibilmente, in Regione Liguria, non esiste un Piano Vaccinale.

Al netto dei ritardi nella distribuzione del farmaco, da parte dell’azienda produttrice, noi rimaniamo ulteriormente un passo indietro: non abbiamo, infatti, ancora un programma e un cronoprogramma di intervento. Regioni come il Veneto o l’Emilia Romagna, con apposite Delibere di Giunta, si sono dotate di documenti tecnici dettagliati. Cosa che invece a noi manca. 

L’Emilia ha addirittura attivato una pagina web in cui sono pubblicati i dati delle vaccinazioni eseguite. A tal proposito ottima la mozione del Consigliere regionale Sergio Rossetti che propone di fare la medesima cosa qui in Liguria. 
Ora però dobbiamo accelerare per colmare questa lacuna. Siamo già in ritardo e non possiamo permetterci di sprecare ulteriore tempo prezioso. In queste ultime ore qualcuno, giustamente, ha sollevato il problema di una mancanza di omogeneità, sul territorio, nelle modalità di contatto e di adesione della popolazione alla campagna di vaccinazione. Ogni Comune si è organizzato autonomamente. Questo è l’esempio, attualmente più evidente, del fatto che manchi un coordinamento centrale e soprattutto un percorso ben definito da seguire.
È necessario stabilire con certezza quali saranno i punti di somministrazione sul territorio. Bisogna definire la composizione dei team sanitari che eseguiranno materialmente i vaccini, in modo da tenere sotto controllo anche gli eventuali effetti collaterali. Molto utile sarebbe, poi, finanziare ed avviare una adeguata campagna di informazione sul farmaco e sull’importanza di sconfiggere il Covid19.

Il blocco più importante, poi, sarebbe quello di determinare le varie fasi di somministrazione in base agli obiettivi che si vogliono raggiungere, alla composizione demografica e al rischio epidemiologico della popolazione. A tal proposito non basta, vedendo anche gli esempi seguiti da altre Regioni, procedere solo per criterio di anzianità. Visti i ritardi nella consegna dei flaconi sarebbe bene cercare di massimizzare, fin da subito, gli effetti della campagna vaccinale. Benissimo dare priorità ai soggetti più a rischio per la propria salute, come gli anziani, ma è necessario individuare quelle fasce di popolazione che hanno un rischio di esposizione più alto. Il Veneto, ad esempio, ha elaborato una prima fase che ha riguardato il personale sanitario e sociosanitario e ora si sta apprestando ad avviare una seconda fase che si allarga all’intera platea di cittadini. Per fare questo, però, al mero criterio anagrafico viene affiancato quello relativo al rischio specifico includendo alcune categorie di lavoratori dei settori essenziali e maggiormente esposti. Ad esempio: il personale delle forze dell’ordine, dei vigili del fuoco, del servizio carcerario; gli insegnanti e i collaboratori scolastici; gli addetti alla protezione civile, al trasporto pubblico, alla consegna e distribuzione di generi di prima necessità; i farmacisti, gli addetti alla vendita o alla somministrazione di generi alimentari. Insomma, chi è a stretto contatto con il pubblico e per giunta deve operare in ambienti chiusi o potenzialmente più esposti deve avere il grado di priorità massima anche per tutelare i cittadini coi quali, quotidianamente, si rapporta.

Dovremmo essere in grado di mettere in atto una manovra a tenaglia contro il Coronavirus per tutelare i soggetti più fragili e allo stesso tempo limitarne, sempre di più, la circolazione. È con l’intento di sconfiggere assieme il Covid e di collaborare con le nostre idee alla fine di questa fase critica che lanciamo un appello ai Consiglieri regionali in modo da chiedere alla Giunta Toti di agire. Nella nostra provincia chiederemo venga convocata una Conferenza dei Sindaci alla presenza dei vertici dirigenziali di ASL5 per fare il punto della situazione e chiedere si intervenga con un progetto organico di tutela della popolazione. Vogliamo ricominciare a vivere!

Qui il link dell’articolo sulla Città della Spezia

http://www.cittadellaspezia.com/La-Spezia/Politica/-La-Liguria-di-Toti-non-emana-il-piano-vaccinale-anti-Covid-Una-lacuna-grave-da-colmare-subito-328368.aspx

Qui il link dell’articolo sulla Gazzetta della Spezia https://m.gazzettadellaspezia.it/news/post/120195

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